Iniziativa

Effectiveness and Safety of Bempedoic Acid in combination with Ezetimibe and either Rosuvastatin or Atorvastatin in Patients with Primary Hypercholesterolemia or Mixed Dyslipidemia: an Observational Study

Referente attività: Giorgio Sesti

Area di intervento: Salute pubblica e benessere

Durata dell’iniziativa: 2025-12-15

Luoghi di svolgimento: Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma

Eventuale riferimento ad attività con/per/di: tutela della salute pubblica

L'obiettivo dello studio è valutare l’efficacia e la sicurezza dell’acido bempedoico in associazione con ezetimibe e con atorvastatina o rosuvastatina (di seguito definita tripla terapia) in un contesto clinico di pratica reale. L’obiettivo primario dello studio è valutare l’efficacia della tripla terapia in termini di riduzione del colesterolo LDL (LDL-C) a 8 settimane.

Docenti di medicina interna del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale

Persone a rischio di patologie cardiovascolari

giorgio.sesti@uniroma1.it

Ente finanziatore: Daiichi Sankyo Europe

€ 1.050 + IVA per paziente

Esistono ampi dati sull’efficacia dell’acido bempedoico derivanti da studi clinici randomizzati, sia in monoterapia sia in combinazione con statine e/o ezetimibe. I dati sull’uso e sull’efficacia nella pratica clinica reale dell’acido bempedoico in combinazione sia con una statina sia con ezetimibe sono invece limitati, nonostante la crescente attenzione verso l’impiego della terapia di combinazione per ridurre i livelli di LDL-C.Un miglior abbassamento dei livelli di LDL-C è associato a una riduzione dell’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori (infarto, ictus), con potenziali benefici in termini di sopravvivenza e qualità di vita a livello di popolazione. Evidenze di efficacia e sicurezza in contesti reali possono favorire una maggiore fiducia dei clinici e dei pazienti nella terapia di combinazione, promuovendo un uso più appropriato e continuativo dei farmaci ipolipemizzanti. Il miglior controllo del colesterolo può tradursi nel lungo periodo in una riduzione dei costi sanitari legati alla gestione delle complicanze cardiovascolari, bilanciando l’investimento iniziale in terapie farmacologiche più intensive.

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